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Spaghetti al pesto avvantaggè

“La Gallinara” l’abbiamo scoperta al Salone del Gusto. E’ una piccola azienda a conduzione famigliare che si affaccia sulla Riviera di Ponente in quella fascinosa regione, in questi ultimi giorni flagellata dal mal tempo, che è la Liguria. I proprietari sono stati cordiali e siamo entrati in sintonia fin da subito, il risultato è che tra una chiacchiera e l’altra abbiamo finito per assaggiare più di una decina di salse e creme, tutte completamente naturali (senza conservanti, coloranti, stabilizzanti ecc ecc) dal gusto netto, pulito. Il pesto è profumato e al gusto risulta equilibrato nei suoi vari sentori : aromatico per il basilico ligure, sapido e cremoso per la presenza discreta del grana e del pecorino, arricchito dalla nota dolce degli anacardi e dei pinoli. Insomma proprio buono.

La crema di cipolla ci ha davvero sbalorditi. La crema di rucola ci ha conquistati in pochi istanti e la Salsa Rivierasca ci ha colpito per la sua bella personalità. A quel punto è bastato uno sguardo di intesa per decidere di non farceli sfuggire e abbiamo subito preso qualcosa al volo là per là da portare a casa e, naturalmente, da mettere sul sito (abbiate un attimo di pazienza, il tempo di fare le schede tecniche ricordandomi quei bei sapori in bocca,  scontornare le foto e poi ci siamo…).

Ecco allora che oggi vi propongo degli spaghetti al Pesto Avvantaggè, cioè pesto avvantaggiato, una ricetta tradizionale ligure che vede la partecipazione di patate e fagiolini ad arricchire il pesto. Me la spiegò con dovizia di particolari il mio amico genovese Giampiero e da allora è entrata nella nostra hit parade delle ricette “semplici e buone” .

E’ facile, veloce e gustosa. Per le dosi, che si faccia ad occhio, come viene, viene bene.

Ho portato a bollore l’acqua, l’ho salata e ho buttato gù i fagiolini lavati, puliti e spezzati a metà

Ho sbucciato una bella patata, l’ho tagliata a dadini, e buttata giù nella stessa acqua dei fagiolini. Stessa sorte è toccata agli spaghetti. Ho alzato la fiamma per far riprendere il bollore.

Ho svuotato il vasetto di pesto in una zuppiera e mentre la pasta le patate e i fagiolini cuocevano nell’acqua in ebollizione ho raccolto più volte con un cucchiaio la schiumina bianca che si produceva sul pelo dell’acqua, ricca dell’amido delle patate e l’ho mescolata dolcemente al pesto.

A cottura ultimata della pasta ho scolato e mescolate delicatamente nella zuppiera.

Ho quindi servito “avvantaggiandomi” a dovere…

Bon Appetit !

P.S. Ora che ho placato l’appetito, scrivo con piacere la ricetta originale del pesto che reperii in una delle mie scorribande gastronomiche a Genova :

“Lavè e feuggie de 3 massi de baxaicò,

sciughele e metteile in to mortà

con dui gaeli d’aggio e unn-a spellinsiga de sa.

Manovrè o pestello in moddo che e feuggie

se possan disfà in scià parete do mortà

e non seggen pestè in to fondo.

Azzunze un po’ pe votta 2 cuggià se parmiggian,

a ad amalgama ottegnua travasè in unn-a terrrinn-a

azzunzendo un goto e mezo d’euio

e remesciando con un cuggià de legno.

Avviè cosci un di ciù antighi mangia de Zena.”

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