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Ravioli alla curcuma con broccoletti, Monteveronese e pepe della Tasmania

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Un pugno di broccoletti, avanzo della sera precedente, languiva nella padella abbandonata sui fornelli. Non mi decidevo…un volauvent, una torta rustica, no, troppo banale, oggi è domenica e ho già pronto un secondo di tutto rispetto. Ci sono, una pasta ripiena ! Per amalgamare il ripieno c’è un bel pezzetto di Monteveronese d’allevo dell’alta Lessinia in frigo che fa proprio al caso. Il resto verrà facendo…

La genesi è, come (quasi) sempre, improntata all’improvvisazione, come piace a me. Però mi sono impegnata a misurare gli ingredienti man mano che li risucchiavo dentro la ricetta, per non ricostruire il tutto a posteriori con immensa difficoltà.

Dose per tre :
2 uova
farina 00 quanto basta
1 pizzico di sale
1 cucchiaino da caffè di curcuma
50 g. di broccoletti precedentemente cotti aglio e olio in padella
10 g. di Monteveronese d’allevo
4 ciliegini semi-dry Faraci
2 coppini di brodo vegetale
pepe della Tasmania

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Metto la farina a fontana, nel mezzo sbatto un uovo intero e un tuorlo, un pizzico di sale e un cucchiaino da caffè di curcuma, sì perchè volevo una pasta aromatizzata, che desse un contenuto più importante. Pian piano poi tiro dentro la farina e comincio a impastare con le mani. Mi piace. Il composto è ancora bagnato e viscido per la chiara d’uovo e anche un po’ freddo ma poi gradualmente la farina dà corpo e, superata la fase “appiccicosa”, si approda a un impasto liscio, omogeneo, morbido che cede sotto le mani e assorbe la spinta delle braccia. Dà gusto a maneggiarlo. Ne faccio una palla e la lascio riposare nella pellicola per una mezzora.

Tagliuzzo finemente i broccoletti in punta di coltello. Lo stesso faccio con il Monteveronese e li mescolo per bene fino a ottenere una bel composto sodo e omogeneo.

Stendo la pasta con la macchinetta, sottile (8), metto il ripieno su metà della losanga che ne esce e poi copro con l’altra metà. Pian piano comincio a pressare la sfoglia partendo dal mucchietto del ripieno a sigillarlo bene, senza aria. Poi taglio con l’apposito attrezzetto e appoggio il raviolo su un plateau cosparso di semola. Vado avanti fino a finire la sfoglia. Vengono circa 12 ravioloni.

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Metto le patate a cuocere a vapore nella pentola a pressione. 15 min. dal fischio. Passo al passapatata quando sono ancora calde. Ci unisco il brodo vegetale in modo che il tutto venga abbastanza lento. Poi rimetto sul fuoco in modo da far restringere un po’, perchè mi piace a salsina, non troppo cremosa nè acquosa. Aggiusto di sale.

Nel frattempo lesso i ravioloni circa 7 minuti. Li tiro su con la ramina, delicatamente e li appoggio ad asciugare su un canovaccio pulito.

Adagio in ogni scodella un coppino di salsa di patata, metto uno o più ravioli (ma quanto mi piacerà fare le prove!!!) e poi servo, però… ci manca uno “zigghetto”, qualcosa che dia vivacità alla salsa di condimento…

ciliegino

Ho i ciliegini semidry Faraci in dispensa, urrà ! Il parziale processo di essiccamento ha concentrato i sapori lasciando però il pomodorino polposo. Sono già conditi, con aglio, basilico, origano e un cenno lievissimo di peperoncino. Naturalmente niente conservnati, coloranti ecc. Una goduria. Li tiro su dal barattolo, li taglio finemente e li metto qua è là nel piatto. Danno un tocco di acidità e di colore.

Una macinata di pepe della Tasmania, con il suo sentore fresco e floreale, profuma il piatto in modo entusiasmante.

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E’ pronto. Soddisfazione immensa. Tutti si leccano i baffi. Il pranzetto domenicale è cominciato bene e poi è proseguito anche meglio…siete curiosi ? Alla prossima puntata allora …stay tuned !

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A proposito quale “impiattamento” è più carino ?

10 commenti

  1. 25 ottobre 2009    

    ehm..sarei indecisa tra il 2° e il 3°..nono decisamente il 2°!!brava i tuoi piatti sono sempre fantastici!!

  2. 26 ottobre 2009    

    Certo che rimango sintonizzata, mi risolvi due domeniche :)))
    Quel formaggio mi stuzzica proprio, sai? Sei stata davvero brava cara Marilì…
    Per quanto riguarda l’impiattamento non ho dubbi: il terzo. Lo trovo un originale mix tra tradizione e innovazione, sai com’è, adoro i piatti tondi e quelli “svolazzanti” mi danno fastidio :)))
    un bacio e buon inizio settimana,

    wenny

  3. 26 ottobre 2009    

    wow! come riciclare gli avanzi con un piatto d’alta cucina!!

  4. 27 ottobre 2009    

    ops… mi sono incasinata… ho cliccato dove non dovevo ed è scomparso tutto quello che avevo scritto!!! che tonta!!! a farla breve e ricapitolando: per me ogni impiattamento ha la sua occasione per valorizzarsi. comunque preferisco la prima perché immaginando la bontà della preparazione preferisco trovarmi nel piatto BEN TRE RAVIOLI ;-))) e poi dicevo delle cose sulle proprietà della curcuma, che è antiossidante (mi sa che comincio ad averne bisogno in dose massicce :-)), antinfiammatoria (hai presente quando ti fanno male le articolazioni e ti senti mezzo rotta???), antivirale, ecc. ecc.
    e che questo bacio ti arrivi!!!

  5. 27 ottobre 2009    

    @Moleskine : grazie cara, anche i tuoi cannoli siciliani sono fantastici !!! Doppio slurp.

    Wennycara-davvero-cara, allora ti è garbato il monteveronese, eh ? Felice di saperlo ! Baci stretti stretti

    Paola, troppo buona… ;-)

    Frenk, anzi Frenkissima, per l’impiattamento vedo una scelta di ordine “pragmatico” che riposa su propositi di “spessore” !!! hi hi !!!! Invece a proposito della curcuma mi sa che dovrò assumerla per endovena con il calo fisico di questi ulitmi anni ! Un bacione a siluro in questo bel cielo azzurro

  6. 27 ottobre 2009    

    decisamente un buonissimo piatto…ma d’altra parte con quel formaggio ;-)) complimenti, io preferisco il secondo…ma dato che un solo raviolo mi lascerebbe in sospeso vado per il primo, ciao!

  7. 27 ottobre 2009    

    Ciao astrofiammante, il riflesso della tua bella luce è arrivato fin qui ! Un bacione

  8. 27 ottobre 2009    

    davvero da leccarsi baffi e zampette!
    strepitosi come tuo solito, di una delicatezza unica.
    impiattamento n°2 ma sempre su un piatto tondo, sembrerà un orologio: e che il tempo non finisca mai.

    un abbraccio
    nina

  9. 28 ottobre 2009    

    Sìììì, il raviolone orologio mi piace assai come immagine e anche come idea, mangiare il tempo anzichè essere da lui divorata tutti i giorni, mi dà quasi una scossa elettrica ! Ciao Nina bella

  10. 30 ottobre 2009    

    Ciao collega!
    Allora sicuramente il centrale ;-)
    Poi..BUCCCCCCIARDAAAAAAAAAAAA io lo so che ti travesti …ahahahahah!

  1. Coniglio speziato dolce con cipolla di Tropea al lime | Gustoshop Blog on 29 ottobre 2009 at 00:10

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